Frank O. Gehry a Düsseldorf, la nuova veste dell’ex porto fluviale

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Architettura, Urbanistica

Nella “piccola Parigi di Germania”, così come Napoleone battezzò Dusseldorf, lungo la Rheinuferpromenade, la strada che dal bellissimo centro storico di Altstadt costeggia le spade del fiume Reno, si arriva all’ex porto fluviale di Medienhafen, letteralmente “porto mediatico”. Qui, infatti, una volta abbandonati i commerci e la connotazione produttiva dell’area, è stato adottato un piano di riqualificazione che ha previsto l’edificazione di diverse costruzioni a firma dei più importanti architetti della contemporaneità: dagli edifici sghembi di Gehry al Ko Bogen dell’archistar newyorchese Daniel Liberskin, dai palazzi Steven Holl a quelli di David Chipperfield, tutte eccellenze dell’architettura internazionale che hanno contribuito alla trasformazione di questo quartiere. Le strutture recentemente inaugurate, ospitano gli uffici di agenzie pubblicitarie e per le comunicazioni, consulenti gestionali e creatori di moda, da qui la denominazione di “porto mediatico”.

Sotto l’ombra della Rheinturm, la torre della televisione, che con i suoi 240,5 metri è l’edificio più alto della città, le chiatte ancora scorrono lentamente lungo il fiume, susseguendosi una dopo l’altra spinte dalla corrente e lasciandosi lambire dalle acque in un contesto quasi fuori dal tempo, incorniciato dai tetti in ardesia delle cassette al di là del Reno.

In questo panorama idilliaco, rotto solo dallo scampanellio delle biciclette, si arriva al Der Neuer Zollhof, dove nel 1999 sono stati eretti tre edifici progettati da Frank Gehry al posto del vecchio complesso doganale. Il progettista del Guggenheim Museum di Bilbao e della Casa danzante di Praga riprende la linea curva anche qui in Germania, ma in questo caso erige una sorta di quinta scenica, un sipario che l’osservatore percepisce vivo e vibrante passeggiando lungo la riva del Reno. Le spire di questi edifici, sinuose e lucenti, punteggiate dalle bucature delle finestre, assumono un aspetto unitario – seppur vantino geometrie differenti – e spiccano per la loro veste postmoderna come un organismo a se stante, che emerge dalla linea dura e dai colori grigi dalle preesistenze del porto industriale. Pareti bianche, in cotto e in acciaio si curvano e si piegano, nel pieno rispetto dello stile che distingue l’architetto e andando a creare un’armonia estetica con gli edifici industriali. Ogni palazzo possiede una propria identità che sembra germogliare dalle radici storiche degli edifici adiacenti.

Nella città del Kunstsammlung Nordrhein Westfalen, il museo in cui è conservata la collezione più ampia e importante delle opere di Paul Klee, e della Roggendorf-Haus, l’edificio ricoperto da 29 sagome di omini colorati dell’artista Rosalie, il Neuer Zollhof costituisce un vero punto di attrazione, oltre a un tassello fondamentale per la storia dell’architettura e dell’urbanistica del nostro tempo.

In questo angolo di Germania, non distante dal confine olandese, tristemente noto per i pesantissimi bombardamenti che la distrussero durante la Seconda Guerra Mondiale, Düsseldorf rinasce; da una arte con la ricostruzione fedelissima del centro storico secondo gli schemi originari, dall’altra con l’edificazione di questo nuovo quartiere, un palcoscenico per la cittadina tedesca nel contesto dell’architettura contemporanea.

© Luigi Terribile
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