La Casa sulla cascata, un sogno tutto americano

Lascia un commento
Architettura, Turismo

Siamo nel 1935 a Bear Run in Pennsylvania (USA), dove quest’anno uno degli architetti più noti nella storia dell’architettura moderna sta costruendo una casa destinata a essere il simbolo indiscusso della progettazione architettonica. Stiamo parlano di Frank Lloyd Wright e del suo capolavoro: la casa sulla cascata.

Meno conosciuta (solo in Italia) con il nome originario di Fallingwater o Kaufmann house, questa meravigliosa costruzione racchiude in sé tutti i dettami dell’architettura cosiddetta “organica”, sviluppata e diffusa dall’operato dell’architetto americano. Ma di questo parleremo più tardi, ora addentriamoci nella storia di Fallingwater.

Nel suggestivo scenario dell’ovest della Pennsylvania, la casa delle vacanze per la famiglia del ricco commerciante di Pittsburgh, Edgar J. Kaufmann, articola i suoi spazi accavallandosi al corso del ruscello noto come Bear Run. Proviamo ad immaginare la rigogliosa flora, verde e sfavillante sotto i raggi del sole che a mala pena riescono a trapelare dalla fitta coltre della vegetazione. Affogata nel più totale silenzio, la casa vive con l’acqua gelida del ruscello che ne lambisce le rocce e i pilastri in un armonioso compendio tra la natura e l’uomo. E’ proprio qui la grandezza di Wrigh: egli è riuscito, in questo progetto molto più che in altri, a scoprire il delicato equilibrio tra il costruito e l’ambiente naturale e ne ha sfruttato le caratteristiche integrando l’elemento artificiale senza usare la violenza di materiali inadatti o forme disomogenee. Wright partorisce un organismo vivo, che non soffre li dove finisce la natura e inizia l’architettura.

Nasce così, a cavallo tra il 1936 e il 1939, Fallingwater.

Una serie di terrazze sfalsate si allungano schizzando il più lontano possibile dal nucleo centrale, quasi volessero nascondersi tra i rami del bosco che la circonda; sovrapposte l’una all’altra, sedimentate alla stregua della roccia locale che in gran parte riveste l’abitazione. Gli sbalzi folli rompono la geometria della casa e, spingendosi audaci e sottili, si mimetizzano con la vegetazione, abbracciando delicatamente il corso d’acqua. Dal viale d’ingresso, la cascata appare architettonicamente studiata, artificiale. E viceversa la casa assorbe la bellezza della natura mostrandosi parte di essa, una roccia levigata straordinariamente dalle acque.

Pensare che sia stato un uomo a creare tanto splendore fa venire la pelle d’oca, mentre lì davanti a tanta armonia ci si emoziona rimanendo senza fiato.

La pietra locale si amalgama alle strutture in cemento armato, in origine color albicocca, fondendosi in un unico intimo gioco all’ambiente che la circonda. Portando avanti un progetto così maestoso e dirompente, non potevano presentarsi altrettanti enormi problemi strutturali. Ma è proprio qui che si palesa la grandezza di Wright. E’ noto che l’architetto non avesse un carattere proprio affabile, ma superò se stesso litigando con gli ingegneri impegnati nella costruzione di Fallingwater. Si dice persino che per convincere gli operari a rimuovere casseri e sostegni alle terrazze dovette posizionarsi personalmente sotto una di esse. Sarà la stessa particolarità che rende unica al mondo questa casa a segnare la sua rovina: la cascata. L’inevitabile infiltrazione d’acqua (in molti testi comprare la frase ironica di Kaufmann: “la casa dai sette secchi”) provocò di li a pochi anni i cedimenti che portarono fino a 18 centimetri di abbassamento delle terrazze. Come farne una colpa all’architetto? Da troppo poco tempo si usava e studiava l’applicazione del cemento all’edilizia. Nessuno, neanche la genialità di Frank Lloyd Wright poteva immaginare gli effetti nel tempo dell’invecchiamento del CLS dovuti alla viscosità del materiale. Pensare che oggi Wright avrebbe scongiurato questo fenomeno con una leggera contropendenza degli aggetti!

Dai primi anni ’60 la Western Pennsylvania Conservancy si occupa della manutenzione di Fallingwater garantendo un’emozione mai provata a tutti i turisti che la affollano.

Entriamo. Tutto è stato lasciato intatto, esattamente come l’architetto lo aveva disegnato: l’intero arredamento, le porte, i tavoli, le sedie, i mobili e persino le maniglie e le postate. Formatosi nei più grandi studi di Chicago, Wright impara il mestiere dell’architetto di fine ‘800 quello che armato di tecnigrafo e pennini disegnava ogni minimo particolare relativo all’edificio in questione, un approccio ben lontano dal moderno “fare architettura”.

L’immancabile camino, il “focolare domestico”, che nella logica di Wright è il cuore della vita famigliare è lì pronto a abbracciare il calore della quotidianità domestica, mentre alle nostre spalle già due terrazze aprono lo spazio verso il bosco. Una scala in fondo alla zona soggiorno ci porta al piano superiore dove trovano la loro sistemazione le stanza da letto, ma è alla cascata che noi vogliamo arrivare. Una scala ci porta al basamento dell’abitazione, l’immaginazione corre e in questo paradiso di architettura e natura. Andiamo lontano con i sogni, mentre ci rosicchia un pizzico di invidia nei confronti della famiglia che fino agli anni ’50 ha abitato in questa casa.

La nostra gita è finita. Ora lasciamo che il Maestro in persona dica la sua ultima parola: “Fallingwater è una grande benedizione – una di quelle grandi azioni umane che possono essere sperimentate qui sulla terra. Non penso che niente ancora abbia mai uguagliato la coordinazione, la sintonia espressiva di un grande principio di armonia dove la foresta, il ruscello, la roccia e tutti gli elementi strutturali sono così quietamente combinati tanto che tu puoi realmente ascoltare non altri rumori se non la musica del ruscello che scorre. Ma se tu ascolti il suono di Fallingwater tu ascolti la quiete della campagna…” . (Frank Lloyd Wright – Associazione Taliesin – 1955)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...