Il quadro che uccide di Iain Pears

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Biblioteca, Letteratura

In questo numero di Ars et Furor, la redazione vi propone un libro che tocca solo marginalmente il mondo dell’arte: Il quadro che uccide di Iain Pears; un libro il cui titolo è foriero di una fitta trama, che si intreccia ad alcune vicende storiche, ambientate nel periodo della resistenza francese, piuttosto che nel vero e proprio campo dell’arte. Tuttavia, consigliamo questo testo, redatto dal giornalista e storico dell’arte inglese Pears, in quanto risulta una lettura scorrevole, leggera, ma attenta ai fatti storici avvenuti: una perfetta lettura per “riprendere fiato” dopo quella di un testo più impegnativo.

Veniamo alla trama. Il quadro che uccide, edito TEA, è un giallo, un’indagine – come cita il sottotitolo – nel mondo dell’arte, ma soprattutto un interessante finestra sui fatti avvenuti in Francia durante la seconda guerra mondiale. Infatti, ai fatti storici, puro frutto della fantasia dell’autore, ma plausibili rispetto a quanto i libri istoria ci raccontano, si intrecciano le vicende che prendono vita nel presente, quando Flavia Di Stefano, un’agente del Nucleo investigativo per la tutela del patrimonio artistico di Roma, è costretta a indagare, insieme a Jonathan Argyll, un giovane mercante ed esperto d’arte, sui due omicidi che, a distanza di pochissimo tempo, si sono brutalmente consumati a causa del furto e della ricomparsa di un quadro. L’opera in questione, una tela di un autore minore del XVIII secolo, fatta uscire dalla Francia illegalmente da un ignaro Argyll, porta i due protagonisti a svolgere una lunga e avvincente indagine tra Parigi e un piccolo paese del Gloucestershire, in Inghilterra, dove scopriranno le origini e gli antefatti non solo del giallo che avvolge i due efferati assassini, ma li aiuteranno a portare alla luce la vera storia di un gruppo di coraggiosi militanti attivi durante la resistenza e delle loro famiglie. Può dunque un’opera d’arte portare a tanto? Di fatto l’autore dimostra la forza e l’importanza dell’arte presso la società contemporanea: un quadro si macchia di un orribile delitto, un quadro rievoca i momenti più oscuri della seconda guerra mondiale, un quadro diventa lo scrigno di importanti segreti, un quadro mette a repentaglio la vita dei protagonisti e l’intera storia sociale di una nazione.

Il quadro che uccide non vuole in nessun modo essere un libro storico, né tanto meno a sfondo artistico, quando una piacevole lettura insaporita dal fascino della storia, che trova il perno della sua esistenza in un quadro, La morte di Socrate, un monito nei confronti della giustizia e della lealtà, soprattutto verso i propri ideali.

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