L’artista di Barbara A. Shapiro

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Arte, Biblioteca, Letteratura

Una storia divisa tra il presente e gli anni ’40 del secolo scorso. “L’artista” di Barbara A. Shapiro è un libro affascinante e coinvolgente, le cui parole rapiscono il lettore trascinandolo in un emozionante spaccato della situazione americana della prima metà del Novecento per poi riportarlo alla contemporaneità, al 2015, anno in cui vive la narratrice Danielle. Pronipote della protagonista del libro, Alizée Benoit, un’artista scomparsa durante la seconda guerra mondiale, Danielle inizia un’intensa ricerca della prozia, seguendo tracce spesso confuse e incerte che la portano a ripercorre la storia di due continenti, in un intreccio tutt’altro che scontato di fatti storici, artistici e stralci di vita quotidiana.

Alizée, una pittrice di origine francese, proveniente da una famiglia ebrea, ci parla nel pieno del 1940, quando negli Stati Uniti la corrente pittorica dell’Astrattismo creava scandalo e le prime avvisaglie delle stragi nazziste scuotevano la politica internazionale. A New York, lei, una giovane donna forte e determinata nei suoi ideali, apprezzata nelle fila del Works Progress Administration, uno dei piani attuati per il New Deal da Eleonor e Franklin Roosevelt, contro la disoccupazione e per risollevare l’economa americana attraverso l’arte contemporanea, muove una lotta personale per scardinare i pregiudizi sull’arte astratta e per aiutare la propria famiglia che, in Francia, è costretta nella morsa sempre più opprimente delle leggi razziali. Una lotta folle dapprima condivisa dagli amici, Jackson Pollock, Willem de Kooning, Lee Krasner e Mark Rothko, che si schierano con lei nella diffusione di un’arte non figurativa, ma che non possono comprendere la frustrazione e il senso di colpa che attanaglia Alizée, coinvolta in una battaglia interiore che affonda le radici nel suo passato in Europa e che ben presto farà perdere le sue tracce. Qui, subentra Danielle, una dipendente sottopagata della casa d’aste Christie’s, la quale, annoiata dalla sua routine e dallo scarso apprezzamento che le rivolge il suo capo, decide di intraprendere un viaggio a ritroso per svelare i misteri che i silenzi della sua famiglia nascondono.

Il romanzo, seppur frutto della fantasia dell’autrice, spiega la reale condizione storico artistica dell’epoca, tratteggiando i caratteri che contraddistinguevano le abitudini e le dipendenze degli artisti citati e realmente esistiti. Attraverso le difficoltà di Alizée il lettore scopre e assapora l’arte, si innamora di un movimento artistico attraverso le parole dei protagonisti, affonda nella conoscenza di un periodo fondamentale della storia del Novecento attraverso la realtà dei fatti riportati e si immedesima nel dolore e nelle passioni della protagonista grazie alla delicatezza dei suoi ricordi e alla purezza dei suoi ideali.

Tra le pagine de L’artista è racchiuso il punto di vista personale, la storia di una persona che denuncia un fatto reale e dai crudeli risvolti collettivi: la chiusura delle frontiere americane ai profughi europei. Un libro entusiasmante e allo stesso tempo tremendo, poiché aggancia il lettore, lo coinvolge caricandolo del peso emotivo della protagonista, travolta in un turbinio di emozioni cupe e drammatiche, percepite da chi legge come estremamente reali, vere e quasi imminenti.

Nonostante esso sia un romanzo, frutto quindi della fantasia dell’autrice, questo libro ripercorre le maggiori evidenze del panorama artistico statunitense. Durante il secondo dopoguerra, l’Espressionismo astratto è stato realmente il primo movimento artistico di risonanza internazionale; a partire dagli anni Trenta, i maggiori esponenti che hanno caratterizzato la produzione americana sono stati Jackson Pollock, Mark Rothko e Willem de Kooning, tutte figure che – ne L’artista – si intrecciano alla vita della protagonista, personaggio inventato, questo, dall’autrice. Barbara A. Shapiro porta agli occhi del lettore il momento in cui Pollock abbandona la falange americana del Surrealismo per comporre le prime sgocciolature, nello stesso momento in cui Rothko elabora i primi blocchi di colore e de Kooning è ancora ben lontano dalla crisi che lo porterà a staccarsi dall’elemento figurativo, che, tuttavia, non abbandonerà mai definitivamente. Certo, non si può parlare de L’artista come di un saggio di storia dell’Arte, non era sicuramente questo lo scopo dell’autrice, ma sicuramente di uno dei migliori e più dettagliati testi narrativi che abbracciano l’ambito artistico con cui confrontarsi.

Titolo: L’artista
Autore: Barbara A. Shapiro, traduzione di Maddalena Togliani
Editore: Neri Pozza Editore, 2016
Prezzo: 18,00 euro

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