Milano, le Torri Garibaldi riprogettano il futuro

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Architettura, Sostenibilità

Nell’ambito della sostenibilità ambientale e nell’uso ponderato dei suoli rientrano opere come la riqualificazione delle costruzioni esistenti, la rinaturalizzazione di parchi e aree dismesse e la rigenerazione della maglia urbana. Intervenire sugli edifici o su intere aree urbane – con un approccio simile a quello che si adotta quando si ristruttura un appartamento – è un atto doveroso nei confronti dell’ambiente urbano e naturale, nonché un segno di rispetto nei confronti della storia del luogo, quindi di riconoscimento dell’identità locale.

In questa ottica, trovare progetti come quello dello studio Massimo Roj Architects per le Torri Garibaldi a Milano è sintomo di un cambiamento finalmente assorbito dalla logica imprenditoriale dell’edilizia italiana. Se, in tutta Europa dalla rivoluzione industriale in poi (in Italia più tardi), è stato chiesto all’edilizia di assurgere a pilastro per l’innesco dei meccanismi economici, è invero arrivato il momento di convertire i modelli normativi, gli approcci economici e soprattutto l’attitudine sociale verso nuove tecnologie e nuove modalità di intervento antropico sul territorio.

Per questo il risanamento conservativo delle due torri preesistenti nell’area del Centro Direzionale Garibaldi, progetto degli architetti Laura Lazzari e Giancarlo Perrotta del 1985 e 1994, è meritevole di approfondimento. Le due torri, nate come supporto logistico per le Ferrovie dello Stato, svettano sul profilo del quartiere Garibaldi con 23 piani fuori terra, resi sostenibili grazie agli accorgimenti tecnologici approntati dallo studio di Massimo Roj; intervento che, con un sottile gioco di luci, ha anche restituito un’identità urbana ai due palazzi, i quali pur mantenendo la volumetria originale, sono stati contestualizzati nella realtà milanese contemporanea.

Così riqualificato, il nuovo Centro Direzionale Garibaldi fornisce una composta e coerente risposta estetica, a basso impatto ambientale. L’intervento, iniziato nel 2007, a opera dei Beni Stabili ha visto la riqualificazione architettonica e ambientale di tutto il contesto edilizio, permettendo alle Torri Garibaldi di riconquistare, per l’alta efficienza energetica e il design, un ruolo cardine nel disegno urbanistico di Milano.

Seppur il processo di riqualificazione ha coinvolto, insieme ai corpi fabbrica delle Torri, un corpo di nuova costruzione (in qualche modo tradendo, l’ideologia della riqualificazione vera e propria), il leitmotif, il tema conduttore, dell’intervento di riprogettazione architettonica è stato quello di rendere sostenibile per l’ambiente gli edifici e le funzioni che ospitano. Una risposta bioclimatica è stata quella adottata per l’impianto di climatizzazione, capace di annullare le emissioni di CO2 e polveri sottili utilizzando le innovazioni nel campo geotermico per pompare naturalmente le acque dalle falde e farle entrare in circolo nell’impianto termico; mentre le serre bioclimatiche e camini solari abbattono i consumi energetici di climatizzazione. Inoltre, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica è stato predisposto un impianto fotovoltaico in grado di far fronte al fabbisogno dei due edifici.

Ad aggiungersi all’innovazione tecnologica del guscio delle Torri Garibaldi, lo studio Massimo Roj Architects non ha trascurato la fruibilità degli spazi interni. Ambienti dalle linee pure, dalle forme versatili e trasparenti, dal design sobrio ed elegante sono funzionali alle attività degli uffici del Gruppo Maire Tecnomont, pensato con dettagli progettati in funzione del benessere delle persone.

Quella delle Torri Garibaldi è, dunque, una riqualificazione a tutto tondo che parte dal contesto urbano e arriva agli arredi, passando per l’involucro dei due edifici, un vero specchio verso Milano che, grazie alle lastre in vetro serigrafato, riflette i movimenti, la luce e la vita la città intorno. Un esempio di intervento architettonico sostenibile di successo, favorito certo dalla lungimiranza e dall’attenzione della committenza verso le tematiche ambientali, ma che di fatto può essere un precedente e imporsi come modello per le opere future in ambito urbano.

articolo pubblicato dall'autore su infosostenibile.it
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