Il quartiere Cornaredo, la sfida e il progetto per una nuova Lugano

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Urbanistica

Lugano è in fermento. Lo sviluppo urbanistico che sta coinvolgendo da qualche anno la città trova il suo centro nevralgico nella periferia nord, dove – a partire dal 2012 – una serie di interventi stanno cambiando radicalmente il tessuto urbano e la fruizione degli spazi pubblici cittadini.

Con la realizzazione della Galleria Vedeggio-Cassarate si è dato il via a questo periodo di rinnovamento, offrendo una concreta opportunità di sviluppo territoriale e garantendo l’accesso al centro urbano direttamente dall’autostrada. Un progetto – quello della nuova galleria – che permetterà una gestione più organica della mobilità cantonale, soprattutto per la fruizione da parte dei pendolari di nuovi scambi internodali e di parcheggi. Ma non solo. Lo sviluppo urbanistico e territoriale, accompagnato dall’adozione di un piano dei trasporti, prevede anche la riqualificazione di un’ampia area periferica, quella del quartiere Cornaredo che, entro il 2020, ospiterà il nuovo stadio per la squadra del Lugano calcio. Proprio grazie all’apertura della Galleria Vedeggio-Cassarate, la ripartizione del traffico lungo l’asse nord-sud di penetrazione nella città di Lugano verrà distribuito anche lungo la direttrice parallela al fiume Cassarate, assorbendo gran parte del traffico proveniente da Besso e Massagno e riorganizzando la mobilità di Cornaredo. In questo contesto il Nuovo Quartiere di Cornaredo si presenterà come una vera e propria “porta d’accesso” alla città di Lugano, provvisto di parchi pubblici, servizi ai cittadini, aree residenziali e strutture intermodali per ricucire lo stretto rapporto tra città e ambiente naturale che ha da sempre dato una connotazione storica alla città svizzera.

Una sfida aperta per la città di Lugano.
Dal 2003, a vele spiegate, mossa da un vento di rinnovamento e sviluppo la città di Lugano, insieme ai comuni limitrofi di Porza e Canobbio e al Dipartimento del Territorio ha intrapreso un intenso percorso che sta portando all’identificazione delle soluzioni urbanistiche più efficienti e innovative, all’integrazione in maniera organica delle preesistenze edilizie alle nuove esigenze e vincoli funzionali e alla realizzazione di un progetto economicamente sostenibile.
Nel 2004, infatti, è stato varato il Piano dei Trasporti del Luganese, con il quale è stato possibile aprire i primi grandi cantieri delle opere infrastrutturali. A seguito di numerosi incontri e del concorso indetto dal comune, nel 2006 è stato assegnato allo studio del professor Federico Oliva l’incarico di elaborare il masterplan del Nuovo Quartiere di Cornaredo, al quale quattro anni dopo, nel 2010, è seguita l’approvazione del Piano Regolatore Intercomunale, lo strumento urbanistico che renderà effettiva nei prossimi anni l’attuazione del progetto per Cornaredo.

Il progetto per il Polo Sportivo e degli Eventi di Cornaredo.
La proposta di riqualificazione urbanistica per l’area di Cornaredo venuta dallo studio spagnolo Cruz y Ortiz si è aggiudicata il primo posto al concorso bandito dal comune lo scorso anno. In un progetto formalmente sintetico e generato da forme pure in perfetto dialogo con il comparto urbanistico di Cornaredo, il gruppo interdisciplinare guidato da Cruz y Ortiz e Giraudi Radczuweit ha proposto l’edificazione di un nuovo complesso parzialmente ipogeo, ubicato lungo il fiume Cassarate. Il progetto richiesto dalla città di Lugano per la squadra di calcio doveva comprendere la conformità dello stadio con la normativa in vigore per le squadre di serie A e una capienza di 10mila posti a sedere, oltre alla progettazione di un vero e proprio impianto sportivo e per gli eventi fruibile dai cittadini in qualsiasi momento. Con questi presupposti è nato il progetto del nuovo Stadio di Cornaredo, del Palazzetto dello sport e dell’intero polo circostante gli impianti.

Il comparto di Cornaredo ospiterà un a struttura perfettamente connessa alle maggiori reti viarie e ai principali trasporti per garantire non solo l’accessibilità ma anche la fluidità del traffico nella zona di passaggio per entrare in città, inoltre avrà in essere diverse strutture adibite a servizi funzionali alle attività sportive e alla vita dei cittadini, un esempio sono i locali di ristorazione e le due torri che ospiteranno alloggi, hotel e uffici, non solo riservati ai tifosi e ai componenti della squadra. I volumi seminterrati e il rigore formale dei disegni non prescindono dalle preesistenze, bensì dialogano apertamente con la volumetria a scala urbana, confermando il carattere e la destinazione a uso pubblico dell’impianto di Cornaredo.

Nonostante la scelta di costruire un polo molto compatto e sviluppato in senso orizzontale, un lieve movimento, una scelta linguistica in raccordo con la pista di atletica e la tribuna storica già esistenti, disegna con una certa naturalezza le quote dei passaggi pedonali e carrabili, nonché quella dei parcheggi. Le dimensioni dello stadio, abbastanza ridotte e non sviluppate in altezza, hanno permesso il collegamento funzionale con il palazzetto dello sport, al quale il primo impianto è connesso per mezzo di un passaggio coperto in cui il senso di orizzontalità e di ampiezza degli spazi viene enfatizzato dal massiccio utilizzo di strutture in vetro che non generano alcuna barriera visiva. All’orizzontalità si contrapporrà l’elevazione in altezza di due torri che disegnano l’accesso all’impianto verso nord.

Semplice, minimale e dalle forme pure il nuovo polo sportivo progettato per il Lugano calcio ospiterà anche gli uffici della società, le gli studi fisioterapici per i giocatori, oltre a numerosi servizi dedicati ai tifosi tra cui appartamenti e zone di ristorazione.

Un progetto a breve termine per il comune di Lugano. Intervista al sindaco Marco Borradori.
Il progetto per la riqualificazione del quartiere Cornaredo e la realizzazione di uno stadio per il Lugano calcio ha generato non pochi dibattiti nell’ambito della politica cittadina. In merito al riordino della mobilità urbana, alla riqualificazione del tessuto e al risanamento della periferia nord di Lugano è intervenuto il sindaco Marco Borradori il quale rispondendo alle nostre domande ha asserito che: “Il progetto per il Polo Sportivo e per gli Eventi è molto importante e come tale beneficia dell’attenzione massima da parte dell’esecutivo. È chiaro che un progetto estremamente complesso avrà bisogno di tempo per essere ultimato, questo perché si situa in un comparto cittadino in piena espansione. Il quartiere Cornaredo, infatti, costituirà presto la principale via d’accesso alla città attraverso la Galleria Vedeggio-Cassarate, per questi grandi propositi e per gli sviluppi positivi il progetto ha incontrato un ottimo interesse da parte di molti investitori.”

Cosa comporta per la città di Lugano la riqualificazione dell’area di Cornaredo?
Il progetto per il Polo sportivo di Cornaredo è fondamentale, questa zona è sempre stata considerata una periferica, potremmo usare la parola “dimenticata” anche se ci sono delle attività importanti. Sotto il profilo urbanistico quest’area è destinata a diventare una porzione di città in grado di accogliere edifici aziendali, unità abitative, servizi al cittadino e un grande polo sportivo che, con la costruzione di due torri determinerà anche un legame con gli spazi adibiti a servizi. Non solo la dimensione sportiva, ma una visione globale coinvolgerà quest’area con inevitabili e significative ricadute su una parte di territoriali, sottoposta a un Piano urbanistico supervisionato dal Cantone, condivisa da tre differenti comuni: Lugano, Porza e Canobbio.

Il municipio ha inoltrato la domanda di costruzione per il piano quartiere del nuovo polo sportivo e degli eventi. Qual è il ruolo degli investimenti pubblici/privati e quando pensa che sarà possibile ammirare l’opera finita?
Il quartiere Cornaredo è uno dei quartieri più popolosi di Lugano, a seguito degli interventi di rinnovamento assumerà un profilo completamente diverso. Dalla viabilità alle costruzioni, Cornaredo è destinato a essere più attrattivo e a richiamare un più ampio bacino d’utenza. In questo, il ruolo degli investimenti è stato importante per capire l’impatto che la riqualificazione andava a determinare. Il concorso per gli investitori è servito proprio a capire quanti finanziatori avrebbero garantito il loro supporto, questo comporta che senza l’impegno dei privati non sarebbe mai possibile realizzare un’opera così complessa e articolata.

Quanto tempo dovranno aspettare i tifosi del Lugano calcio prima di vedere giocare la prima partita nello stadio di Cornaredo?
Prima dell’inaugurazione del Polo sportivo dovremo aspettare ancora cinque o sei anni, per lo stadio ci sono accordi diversi con la squadra quindi potrebbe essere ultimato prima.

Come si inserisce il progetto per lo stadio all’interno dei piani per il quartiere di Cornaredo?
Il Polo sportivo e per gli eventi di Cornaredo si inserisce perfettamente nel contesto in cui sorgerà, questo perché nasce senza improvvisazione ma sarà il frutto di un lavoro che viene portato avanti già da diversi anni, proprio per ripensare alla maglia urbana e all’integrazione dei nuovi edifici in un comparto territoriale che vuole essere di grande sviluppo.

Cosa risponde a chi dice che in questo momento ci sono emergenze più importanti?
Ci sono emergenze più importanti ma come Ente pubblico è altrettanto importante riuscire a sviluppare anche altri settori che possono portare profitti e quindi risorse economiche da investire in ambiti più importanti. Dopo la crisi della piazza finanziaria e delle entrate che ci garantiva una certa sussistenza abbiamo dovuto trovare altre vite di sviluppo, per esempio i poli sanitari, i poli universitari, il turismo, culturali, aprendo al comune di Lugano nuove prospettive. I nuovi progetti, come quello del polo congressuale, che vorremo realizzare parallelamente a quello commerciale di Campo Marzo, possono sottostare a questo genere di critica sulle priorità delle emergenze, ma se non iniziamo a lavorare su qualcosa rischieremo di non essere più al passo con i tempi e di perdere parte del turismo, di non incrementare lo sviluppo urbano e la richiesta abitativa. Non si può dire ci sono emergenze e non facciamo niente, dobbiamo aver una visione d’insieme: è necessario affrontare le emergenze più urgenti, ma è altrettanto necessario metter quei mattoni che permetteranno in futuro di generare risorse e di aver una città al passo con i tempi. Per esempio Lugano ha un forte impatto sociale, è una città conosciuta per le infrastrutture e per le eccellenze in ambito sportivo, per questo il polo di Cornaredo sarà polifunzionale e fruibile per tutti gli sport, rispondendo a delle esigenze molto sentite dai cittadini.

© tipress/RSI

 

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