Far crescere la città in modo sostenibile: la carrying capacity #1

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Agricoltura, Sostenibilità

La città si espande in funzione dell’incremento demografico, questa crescita è sostenibile solo se limitata dalla carrying capacity. Intervenire sull’alimentazione è una soluzione. La ricerca scientifica dimostra che la dieta vegetariana è più sana per l’uomo e per l’ambiente che lo circonda.

L’espansione urbana è in funzione dell’incremento demografico. La realtà dei fatti dimostra una continua erosione del terreno agricolo finalizzata all’edilizia, spesso speculativa. Nel futuro non sarà necessario interrompere drasticamente le opere di urbanizzazione solo se queste verranno pianificate in relazione alla soglia della carrying capacity.

La città e la società urbana traggono nutrimento e risorse dal rapporto con la campagna. Salvaguardare il suolo è essenziale per la sopravvivenza della nostra società sotto molti aspetti, primi fra tutti la tutela ambientale e la sicurezza alimentare. Il diritto fondamentale all’alimentazione con prodotti sani è supportato dal progetto inglese “Sustainable Food Cities Network”, guidato dalla Soil Association, Food Matters and Sustain e altre organizzazioni pubbliche e private. “Sustainable Food Cities – afferma Tom Andrews, Direttore del progetto – si occupa della diffusione di un sistema alimentare sano, con meno impatto ambientale e con prezzi più accessibili.” La scelta di una produzione agroalimentare locale e di un regime alimentare privo di carne aumenta la qualità della vita, tutela l’ambiente e limita l’urbanizzazione. Seguire una dieta vegetariana è il primo passo verso la sostenibilità ambientale.

Gli studi svolti dall’Università di New York e dall’Università di Roma Tre dimostrano che con una alimentazione vegetariana (nel caso italiano viene sostituito l’apporto calorico del grasso animale con quello di origine vegetale) ogni individuo necessita di 0,14 ettari (1400 metri quadrati) di terreno agricolo per il proprio nutrimento. Aggiungendo a questo tipo di dieta altri alimenti di origine animale, per esempio i prodotti caseari, le carni bianche fino alle carni rosse, il suolo necessario alla sopravvivenza di una singola persona aumenta, arrivando a 0,82 ettari per individuo con una dieta comprendente 381 grammi di carne e 117 grammi di grassi di origine animale al giorno. Città come Milano e Roma non sono in grado di nutrire la propria popolazione. Per garantire l’autonomia e la sicurezza alimentare delle nostre città si devono adottare strategie di sensibilizzazione e piani urbanistici di riconversione a campo agricolo delle così dette aree di attesa e dei fazzoletti incolti interni alla maglia urbana.

Il suolo è una risorsa preziosa e limitata. L’urbanizzazione diffusa irrazionalmente, l’ urban sprawl, e le aree riservate agli allevamenti consumano suolo agricolo, ovvero privano l’uomo dei suolo capace di produrre cibo per il fabbisogno di questa generazione e di quelle a venire. Seguire l’esempio di città come Cremona, la cui espansione urbana è contenuta al di sotto della soglia della carrying capacity, permette ai parchi agricoli delle fasce urbane e periurbane di produrre cibo per il proprio fabbisogno e per quello dei comuni limitrofi meno virtuosi. Parallelamente, mantenere una dieta priva di carne aumenta la qualità della vita dal punto di vista nutrizionale, ambientale e riavvia l’economia dei prodotti locali.

© nadiaorioliphoto/Flickr
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