A scuola con chef e ricercatori per imparare a mangiare meglio

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Cibo e Alimentazione, Sostenibilità

Scienziati e chef si sono uniti per combattere gli effetti della malnutrizione. Il numero crescente di bambini obesi e malnutriti nei paesi ricchi affermano la mancanza di una politica di sensibilizzazione all’educazione alimentare. In una scuola di New York è bastata la presenza di cuoco per dimostrare che investire nelle politiche educative non è poi così difficile, a guadagnarne sono soprattutto le casse dello Stato.

La sfida di questo secolo è combattere l’insicurezza alimentare e la fame nel mondo. La Fao annuncia che 63 paesi in via di sviluppo hanno raggiunto l’obiettivo fissato dall’Onu con il Millennium Goal, sconfiggendo la fame. L’11 per cento del mondo non ha cibo con cui nutrirsi, 148 milioni di bambini sotto i cinque anni sono denutriti, 36 milioni di individui muoiono ogni anno di fame. Nei paesi ricchi il 50 per cento del cibo viene buttato e 155 milioni di bambini in età prescolare sono obesi. Questi dati dimostrano che sul nostro pianeta non è ancora diffusa l’educazione alimentare e il cibo non è distribuito equamente.

Gli effetti di una alimentazione sana, soprattutto durante i primi 1000 giorni di vita di un bambino, sono fondamentali per le attività e la vita di ogni individuo. Il Dipartimento di economia dell’Università di Waterloo e la Cornell University hanno pubblicato documento che dimostra quanto uno stato possa risparmiare con una corretta alimentazione dei neonati. Per ogni dollaro speso per il cibo nei primi 1000 giorni di vita di un neonato il governo risparmia fino a 166 dollari di spesa sanitaria.

I dati, presentati durante il Consensus Center di Copenaghen, sottolineano quanto il rapporto costi benefici sia evidente soprattutto nei paesi con un’economia in crescita e con redditi elevati. I bambini denutriti nei primi anni di vita hanno modelli di crescita e abilità cognitive peggiori rispetto ai coetanei nutriti in modo corretto. Susan Horton, docente di Economia per la salute globale al Centre for international governance innovation, ha analizzato i dati sulla salute, la corporatura e l’età di un campione di individui tratteggiando un prospetto economico sul reddito medio e sulla spesa a carico dello stato. Ogni centimetro di altezza acquisito da un uomo adulto porta a un aumento del 2,4 per cento dei loro guadagni in ambito lavorativo. Questi risultati affermano l’effettiva correlazione tra una buona alimentazione infantile, che determina la crescita di un individuo sano, all’effettiva crescita economica del paese. Analogamente, il rallentamento della crescita delle persone in paesi in via di sviluppo, come Kenya, Yemen, India ed Etiopia, ha effetti sul reddito pro-capite e sul PIL nazionale.

Tra gli obiettivi nutrizionali per lo sviluppo sostenibile durante il 2015 dell’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato il suo impegno per ridurre il ritardo nella crescita dei bambini in età prescolare. La necessità di intervenire immediatamente sull’educazione alimentare e sull’attitudine del consumatore deve sensibilizzare i governi a promuovere attività di sensibilizzazione e a risolvere il problema della povertà. In una fetta del nostro pianeta milioni di individui muoio di fame a causa della povertà, in un’altra altrettanti milioni di persone sono denutriti o sono affetti da malattie legate alla malnutrizione come conseguenza della ricchezza e della scarsa informazione diffusa nel loro paese.

Il progetto Food and Brand Lab, promosso dall’Università Cornell, e la campagna Let’s Move di Michelle Obama hanno inaugurato una serie di attività con cui sensibilizzare gli studenti a consumare cibi sani, contenti un maggior numero di verdure. Tre ricercatori della Cornell University, David Just, Brian Wansink e Andrew Hanks, hanno monitorato il tipo di cibo venduto nella mensa scolastica e i relativi avanzi in un liceo newyorkese. Dopo questi rilevamenti è stato invitato un famoso chef a parlare di cibo e a mostrare quello che avrebbe cucinato per i ragazzi il giorno successivo. L’educazione alimentare e i consigli nutrizionali del cuoco hanno determinato nei giorni seguenti un aumento del 9 per cento sull’acquisto di cibi sani e del 16 per cento sul consumo di verdure fresche, come contorno a pizza o hamburger che gli adolescenti sono soliti consumare.

La sensibilizzazione a seguire una dieta bilanciata, a consumare cibi qualitativamente più sani rispettando un’etica alimentare è il punto di forza delle politiche scolastiche per affrancare i paesi dalla minaccia dell’insicurezza alimentare. Non sarebbe una scelta sbagliata se i governi dei paesi sviluppati decidessero di potenziare l’apparato educativo per migliorare la qualità della vita e la distribuzione del cibo per i cittadini del futuro.

© cookingwithamy/Flickr

 

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