Peace Boat. Navigare verso la sostenibilità

Lascia un commento
Energia e mobilità, Sostenibilità

A tutti é capitato di pensare alla possibilità di andare a fare una vacanza in nave da crociera. Le linee moderne e ammalianti di queste piccole città galleggianti affascinano non pochi, tanto quanto la promessa di essere accuditi e coccolati per un paio di settimane. Se leggete questo blog, tuttavia, posso ragionevolmente aspettarmi che anche voi, come me, vi siate posti i seguenti interrogativi prima di comprare effettivamente il biglietto per questa esperienza (posto che, diversamente da me, lo abbiate effettivamente acquistato).

Per prima cosa, la vita da nave da crociera può andarmi bene per un paio di giorni. Quattro dai, stiamo larghi. Ma dopo una intera settimana a starsene su di un palazzo galleggiante, senza altra possibilità che intrattenermi con la persona con cui sto viaggiando e godere di servizi come cibo di alta qualità, piscine e solarium, io personalmente mi annoierei. Le brevi visite in varie località, per quanto interessanti, spezzerebbero solo temporaneamente questa monotonia. Anche se in vacanza, io ho continuo bisogno di stimoli e di novità che stuzzichino il mio intelletto.

In seconda battuta, le navi da crociera inquinano. E per chi non fosse nel settore o non si sia mai chiesto quanto, la risposta é: tanto. Una nave da crociera ha motori installati per una potenza equivalente a quella di 1000 automobili, con inevitabili conseguenze sulle emissioni di anidride carbonica. In più le regolamentazioni sugli inquinanti per motori navali sono estremamente più lasche rispetto a quelli stradali: i limiti per le emissioni di ossidi di zolfo e di azoto sono tra le 100 e le 1000 volte più alti rispetto alle automobili, ove per altri inquinanti (come il particolato fine) i limiti non esistono proprio.

image18_3955

Come potremmo mai andare in vacanza in crociera con la coscienza a posto?

La ONG giapponese “Peace Boat” punta a dare una risposta ad entrambi i quesiti. La Peace Boat organizza da ormai più di 30 anni crociere in giro per il mondo in cui i tipici intrattenimenti mondani delle navi da crociera sono sostituiti da lezioni, corsi e seminari legati a temi come la sostenibilità ambientale, lo scambio tra culture del mondo, la pace e i diritti umani. La Peace Boat ha al suo attivo, tra gli altri, l’aver portato a confrontarsi e discutere veterani e vittime dell’occupazione giapponese in Cina e Korea, sopravvissuti alle esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki con militari americani, e giovani israeliani e palestinesi.

In aggiunta a questa attività trentennale di portatrice di pace e speranza, la Peace Boat ha deciso di fare di più. In seguito a una decisione presa nel 2014, i lavori di progettazione di una nuova nave da crociera sono ormai pronti e la sua messa in esercizio é attesa per il 2020. La nave é pensata per essere all’avanguardia in tutti gli aspetti legati all’impatto ambientale: grazie all’utilizzo di un mix di tecnologie innovative, come l’uso di gas naturale per i motori, un sostanziale incremento dell’efficienza energetica, e l’uso dell’energia di sole e vento, le emissioni di anidride carbonica saranno del 30% più basse rispetto alle navi concorrenti costruite nello stesso periodo. Le emissioni di ossidi di zolfo saranno ridotte a zero, quelle di ossidi di azoto entro i limiti più stringenti, e anche ulteriori impatti ambientali (scarico di acque reflue, ecc.) saranno ridotti al minimo, ben oltre quanto imposto oggi dalle regolamentazioni internazionali.

image18_3954

Lo scopo dell’Ecoship Project é quello di dimostrare la fattibilità tecnica e la sostenibilità, economica, ecologica e sociale, di un business model per l’esperienza del viaggio in crociera. E, da non dimenticare, la nota strategia del “lead by example”: dal 2020 in poi la Peace Boat non sarà soltanto un luogo in cui si parlerà di sostenibilità: sarà un vero e proprio esempio, galleggiante e semovente, che ove vi sia la volontà di fare e innovare, le soluzioni esistono e possono essere applicate.

Appuntamento dunque al 2021. Ah, quasi dimenticavo, le attività in crociera sono in maggioranza offerte in giapponese, vista la maggioranza dei clienti di provenienza dal pese del Sol Levante. Nessun problema, in ogni caso. Cinque anni sono giusto il tempo che serve per imparare il giapponese!

  di Francesco Baldi
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...