I bambini di oggi e gli adulti di domani sono felici se a contatto con la natura

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Società e Territorio

I bambini hanno bisogno della natura per crescere in modo sano e per essere preparati ad affrontare la vita da adulto. Gli psicologi infantili e gli psicoterapeuti sono convinti che il contatto tra i bambini e l’ambiente naturale sia essenziale per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico in età adolescenziale e negli adulti. I bambini che tra i due e i sei anni vengono a contatto con la natura sviluppano una delle intelligenze multiple introdotte da Howard Gardner, l’intelligenza naturalistica o biofilia, ovvero l’attrazione innata che gli esseri viventi sentono nei confronti della natura. Infatti, è dimostrato che i bambini che nella prima infanzia svolgono numerose attività all’aperto e ne hanno assorbito gli stimoli sono più predisposti a rispettare l’ambiente e a comprendere la delicatezza dell’ecosistema.

Sarebbe estremamente riduttivo pensare al rapporto bambino-natura solo nell’ottica di formare un individuo rispettoso dell’ambiente, il contatto con la natura nei primi anni di vita è fondamentale per la serenità dei bambini che risultano più felici se liberi di sfogarsi in un ambiente naturale. La vicinanza con la vegetazione o con gli animali sviluppano nei primi sei anni di crescita un gran numero di recettori e l’intelligenza pratica, quello che definiremo il problem solving. Correndo, scivolando, muovendosi, cadendo, incontrando altri bambini a contattato con la natura imparano a superare le loro paure, a prevedere e risolvere gli imprevisti diventando autonomi molto prima dei coetanei che non vengono lasciati all’aperto.

In Italia e nei paesi economicamente sviluppati, le attività svolte all’aperto educano i bambini a combattere gli effetti della malnutrizione, l’obesità e quelle malattie dovute a una scarsa educazione alimentare ormai diffuse nel nostro paese. Una prima educazione ambientale e alimentare deve avvenire all’interno nucleo famigliare e nelle strutture scolastiche, che hanno tutti gli strumenti per insegnare ai bambini le pratiche corrette di vita in rapporto con la natura e a nutrirsi con cibi sani e di qualità.

In Inghilterra e nei Paesi Scandinavi, per esempio, è pratica comune costruire strutture scolastiche dotate di attrezzature all’aperto con giochi e attività, che a seconda delle fasce d’età, sono sempre più avventurose. Non è un caso che i governi più impegnati a questo tipo di educazione infantile siano quelli in cui gli individui godono di un’emancipazione più precoce. L’educazione scolastica deve prevedere il contatto con la natura attraverso attività motorie all’aperto e attività didattiche che insegnino a riconoscere e curare le piante e gli animali. Su questo esempio in Lombardia sono molto diffusi in città gli orti scolastici e le fattorie didattiche, che permettono attraverso attività sperimentali di vivere e imparare dalla natura. Questo perché la giusta alternanza tra ambienti diversi, in cui compiere delle azioni differenti, serve a rendere più felici i bambini, ad ampliare gli orizzonti e gli interessi degli adolescenti e a formare adulti meno pigri o sprovveduti.

Le aree verdi cittadine hanno proprio questo scopo. Gli orti urbani, i parchi pubblici, i giardini servono a far sviluppare la capacità motoria e cognitiva dei bambini, ad alimentare gli stimoli intellettuali e delle capacità creative. I bambini a contatto con la vegetazione sono meno soggetti allo stress ed affinano la loro concentrazione anche nei casi di sindromi di deficit di attenzione e iperattività. Le amministrazioni cittadine possono riqualificare interi quartieri attraverso la piantumazione di vegetazione autoctona, raggiungendo il duplice scopo di recuperare aree degradate sul piano urbanistico e offrire un supporto sociale alle popolazioni che abitano queste zone.

Nonostante le diverse scuole di pensiero e gli approcci educativi, i ricercatori, i terapeuti e gli educatori sono piuttosto uniti nel considerare gli effetti benefici del contatto con la natura già in età prescolare per lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico dei ragazzi e degli adulti. Proprio a questo proposito, in Germania, in un report dell’Istituto Robert Koch sono stati pubblicati i risultati di una ricerca fatta sui giovani che avessero passato più o meno tempo a contatto con la natura. Un terzo dei ragazzi tra i 4 e i 17 aveva problemi di equilibrio se messi a camminare su una asta, il 43 per cento non riusciva a toccare con le mani la punta dei piedi. Questo perché in età infantile non hanno vissuto abbastanza in un contesto naturale o semplicemente all’aperto.

Il rapporto con la natura deve essere instaurato fin da subito, i bambini a contatto con gli animali e le piante sono più felici e manterranno uno stato di serenità nel corso della vita.

All’interno della famiglia, nelle strutture scolastiche e negli spazi urbani i giovani devono essere abituati a confrontarsi con la realtà naturale per sviluppare la sensibilità verso il rispetto del prossimo e delle norme ambientali. Cooperare per raggiungere questo obiettivo è un impegno di tutti per le generazioni future.

© Minimoyys/Flickr
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