Il cibo e l’età, una dieta tutta al femminile

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Cibo e Alimentazione

Donna o uomo, grande o piccino, a ognuno di noi la scienza offre sempre nuove indicazioni sull’alimentazione da seguire per vivere bene e meglio. Con il dottore Attilio Speciani, specialista in immunologia clinica e allergologia clinica, abbiamo scoperto alcune verità sulle diete personalizzate e su come funziona il metabolismo umano.

Una dieta per gli uomini e una dieta per le donne
“Per il corpo della donna e dell’uomo esiste una discreta diversità nella capacità di detossificazione a livello epatico. Per esempio il corpo dell’uomo consente una maggiore utilizzazione di derivati alcolici di quanto non sia possibile per la donna, ma questo tipo di valutazione può spostarsi anche su altri aspetti che caratterizzano le diversità metaboliche.” Non è un caso quindi che alcune sostanze siano più problematiche per il sesso femminile di quanto non lo siano per quello maschile. Il caso che ci sottopone il Dottore Speciani è quello degli effetti dei residui di sostanze tossiche, come per esempio la plastica, ingerite attraverso i cibi industriali. “Il motivo per cui alcune sostanze tossiche sono più attive nel genere femminile è dovuto al fatto che nella donna troviamo una maggior percentuale di grasso corporeo essenziale, mentre gli estrogeni vasodilatano il letto venoso e aumentano la permeabilità capillare. Per questo la donna trattiene i liquidi e la dieta deve abbassare il contenuti salino nei cibi come il pane, i crackers, i formaggi e i salumi.

La dieta: diversificarla per fasce d’età
Con l’avanzare dell’età il corpo umano registra numerosi cambiamenti, uno di questi è quello del metabolismo. Il genere femminile risente maggiormente rispetto a quello maschile delle alterazioni metaboliche dovute agli anni per questo è necessario, sin dalla giovane età, svolgere una regolare attività fisica e interessarsi al tipo di alimentazione da seguire. “Per le donne è importante mantenere elevato l’apporto di vitamina D contenuto nel pesce, nel tuorlo d’uovo e negli oli. Fino alla pubertà i maschi e le femmine hanno un uguale prevalenza di malattie allergiche o immunologiche, poi la presenza degli ormoni sessuali tende a rendere più frequenti le malattie. Questo obbliga il sesso femminile a una dieta molto più variata, soprattutto in caso di coliti o di malassorbimento intestinale, quindi alla necessità di integrare i cibi con frutta e verdura stagionali.”

Il cibo giusto al momento giusto
Per ogni fascia età possono essere riconosciute diverse caratteristiche fisiologiche che costituiscono la necessità di differenziale la nostra alimentazione con alcuni cibi essenziali per il corretto funzionamento del metabolismo. “Durante l’infanzia, sia per i bambini che per le bambini, è indispensabile l’apporto di Omega 3 vegetali o animali per una corretta crescita cerebrale. Le verdure crude ricche di magnesio, il tuorlo d’uovo, gli oli di diversi semi e i cereali integrali ricchi di fibra non devono mancare alle ragazze fin dall’età fertile, mentre in menopausa è necessaria l’assunzione di cibi ricchi di zinco, manganese e rame che aiutano a mantenere equilibrati tutti gli aspetti organici.” Per le signore una novità è in arrivo dal mondo della ricerca sulla nutrizione. Gli studi più recenti dimostrano infatti che per il mantenimento delle ossa, il controllo dell’obesità e delle allergie l’apporto della vitamina D3 sia più significativo di quella del calcio, il cui eccesso può portare a malattie cardiovascolari.

Chi bello vuol comparire…di un certo cibo si deve nutrire
Nonostante alcune scuole di pensiero, non sono così frequenti i cibi che possono valorizzare in modo sano alcune caratteristiche fisiche. Anche se la soia, ricca di fitto estrogeni, può contribuire all’equilibrio dell’umore femminile e se il luppolo e la salvia, spesso utilizzati per la tonificazione del seno, possono regolarizzare le funzioni ormonali nessuno di questi alimenti deve essere consumato in dosi maggiori rispetto alla normale integrazione alimentare, gli effetti in tal caso potrebbero essere tutt’altro che benefici. “La dieta più indicata è quello che emerge dall’analisi del profilo alimentare individuale, attraverso dei test – come il recaller – con cui è possibile studiare gli aspetti infiammatori e il modo in cui il cibo deve essere consumato a livello individuale.”

© atokares/Flickr
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