Monna Lisa, la storia della regina d’Italia in Sri Lanka

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Società e Territorio

Massimiliano Fanni Canelles è un medico e il Presidente di @uxilia, un’associazione senza scopo di lucro impegnata in attività di cooperazione internazionale nei paesi in via di sviluppo interessati da guerre o calamità naturali per il sostegno delle donne e dei bambini contro la povertà e le ingiustizie sociali. Ho avuto il piacere di collaborare con Massimiliano in diverse occasione, per questo ritengo particolarmente importate dare spazio alle sue parole, perché attraverso di esse possa passare un messaggio e un sentimento vivo, sincero, forte di solidarietà.

Massimiliano Fanni Canelles, cosa ti ha spinto a fondare @uxilia? Ormai faccio il medico da vent’anni, grazie alla mia professione ho partecipato alle attività della Croce Rossa e a quelle di Medici Senza Frontiere vivendo in prima persona realtà per le quali era necessario intervenire non solo con progetti all’emergenza e all’assistenza sanitaria, ma anche di denuncia, educazione e formazione professionale. Così nasce @uxilia, per dare spazio alle attività umanitarie. Sono convinto che la criticità della situazione attuale sia dovuta alla mancanza di una corretta educazione che porta i bambini a trovarsi nella condizione di poter essere facilmente manipolati e indotto all’odio.

I bambini e le donne sono al centro dei progetti di cooperazione e di aiuti umanitari di @uxilia. Quali sono le condizioni delle donne e dei bambini nei paesi nei quali intervenite? I bambini e le donne, si ammalano esattamente come tutti gli altri esseri umani, ma a differenza loro hanno meno possibilità difendersi e di far sentire la propria voce. Questo può cambiare nel momento in cui vengono tutelati maggiormente e garantito loro l’accesso alla formazione e all’educazione professionale. In Siria, per esempio, @uxialia ha aperto un progetto di microcredito con il quale sostiene la produzione delle sciarpe, Le sciarpe dell’amore, permettendo quindi alle donne di diventare generatrici di reddito, di avere un ruolo importante all’interno della famiglia e del territorio e, in alcuni casi, di essere esonerate dalle oppressioni. La formazione professionale, le possibilità lavorative permettono alle donne di conquistare una posizione all’interno del nucleo famigliare.

Parliamo dei progetti in Sri Lanka. @uxilia si impegna fortemente contro il fenomeno dei bambini soldato e degli effetti della guerra civile. A seguito dello tsunami che ha colpito lo Sri Lanka nel 2004, @uxilia ha potuto intervenire in quest’isola venendo a stretto contatto con il dramma dei bambini soldato. In Sri Lanka abbiamo lavorato sul territorio tamil governato dal TTE, il partito rivoluzionario del nord che voleva l’autonomia del paese sostanzialmente attraverso l’azione di un gruppo terroristico organizzato a livello statale. @uxilia è stata l’unica associazione che ha avuto la possibilità di lavorare in questi territori, venendo a stretto contatto con la realtà dei bambini soldato, e insieme alle istituzioni di creare dei protocolli di lavoro mirati alla riduzione dell’intervento militare dei bambini. Lo scopo di @uxilia è stato quello di farsi carico dell’educazione dei bambini soldato ritardando così il reclutamento. Quando la guerra è finita il nostro intervento si è concentrato sul futuro di questi bambini devastati dalla guerra e dalla violenza con la quale, sin dagli undici anni di età, venivano costretti a uccidere il loro prossimo. Il nostro obiettivo è dare loro un’altra prospettiva: quella di imparare un lavoro e mantenere la propria famiglia con quello.

Ora raccontaci di Monna Lisa. Quando @uxilia è intervenuta in Sri Lanka, il nunzio apostolico fece presente che nella zona a nord est del paese, dove ancora era presente la TTE, una bambina di 12 anni incinta aveva chiesto aiuto alla chiesa cattolica di Batticaloa perché nel suo villaggio indù era stata costretta ad abortire o a uccidere il bambino alla nascita. Questa bambina, Taialini, apparteneva a una casta molto bassa e per questo, insieme al fatto che era stata violentata dal nemico buddista durante la guerra, non poteva tenere il suo bambino. Taialini quindi scappa dal villaggio e passando per la giungla arriva a Batticaloa, in questa piccolissima comunità cattolica, per chiedere aiuto. Quando @uxilia arriva, mi sono occupato io del parto di Taialini, la quale per ringraziare l’Italia di aver fatto nascere sua figlia la chiamò Monna Lisa, il nome che secondo il giornalaio locale doveva essere quello della regina italiana.

Quali sono i progetti nati grazie alla storia di Monna Lisa? Con la storia di Monna Lisa nasce il Centro Crisi di @uxilia per lo sviluppo dei progetti pedagogici e il Vocational Training Centre per la formazione. Nel particolare, il Centro Crisi si occupa delle donne che hanno subìto violenze, soprattutto quelle non sposate, donne che in Sri Lanka hanno bisogno di aiuto per tenere il proprio bambino dal quale altrimenti verrebbero separate. Su questa attività nasce il progetto di @uxilia di adozione della coppia madre bambino all’interno dei Centri Crisi, garantendo il naturale rapporto madre figlio che al di fuori non sarebbe possibile.

Purtroppo Monna Lisa non ha una vita semplice. La storia di Monna Lisa è molto complessa. Quando Monna Lisa è nata sono riuscito ad adottarla insieme alla mamma, oggi ha dieci anni ed è una bambina talmente bella da essere molto richiesta sul mercato della prostituzione minorile. Qualche mese fa, per impedire questo destino a Monna Lisa, Taialini è stata uccisa. Monna Lisa oggi è sola, affidata al tribunale minorile dello Sri Lanka che impedisce qualsiasi tipo di adozione internazionale. Nonostante questo sto portando avanti una procedura a livello governativo per permettermi di adottare a tutti gli effetti Monna Lisa. Con @uxilia stiamo organizzando a Bologna un concerto dello Zecchino d’Oro proprio per far conoscere questo tipo di realtà e la storia di Monna Lisa.

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