Cosa ne facciamo della terra. Come la distruggiamo e come la tuteliamo.

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Società e Territorio

La terra è il bene più prezioso dell’umanità. La ricchezza della terra, la sua biodiversità, permette la vita di tutta gli esseri viventi, uomo compreso. Per celebrare questo antichissimo sodalizio l’uomo spesso si dimentica di rispettare il suolo dal quale nasce il suo nutrimento, la sua energia. La vita.
Dalla terra l’uomo trae il cibo per nutrirsi, l’acqua per dissetarsi, i metalli con cui forgiare i propri strumenti, il petrolio con cui mettere in moto la società. L’umanità sottrae dalla natura le materie prime per la sua sopravvivenza, chiedendo alla terra risorse in quantità sempre maggiori senza usare alcuna lungimiranza. La generosità della terra è in esaurimento.

Una corteccia di terra senza vita. Il noto fenomeno del fracking sta distruggendo il territorio occidentale dell’America del nord. In California e in alcuni stati del Canada le iniezioni di sostanze chimiche e acqua ad altissima pressione che permettono la fuoriuscita del petrolio dai più profondi starti della terra hanno esaurito o inquinato i bacini idrici che permettevano l’irrigazione dei campi. Sempre per la sussistenza dell’agricoltura i governi dei paesi del Medio Oriente e arabi hanno prosciugato il lago Aral e le falde acquifere. In Borneo l’uomo disbosca ettari di foresta per allevare bovini che, prima di arrivare sulle tavole americane, non hanno mai brucato un solo filo d’erba perché vengono alimentati con la soia e il mais prodotti nelle coltivazioni intensive in Brasile.
Il risultato è una terra globalmente più arida, meno fertile e la difficoltà all’accesso alle risorse di acqua dolce per l’irrigazione e per bere.

Nutrire il pianeta senza consumare le risorse. Per contrastare tutte le azione dell’uomo che hanno un impatto negativo sulla Terra, molte sono le realtà in cui uomini e donne sono impegnati a proteggere e gestire le risorse a loro disposizione. Ma spesso non sono sufficienti perché sono troppo poco globalizzate. Se da una parte è necessaria una politica agricola locale, per l’autosostentamento delle città, per combattere la fame, per istruire i popoli a un uso corretto delle risorse, dall’altro l’attenzione verso l’ambiente deve essere diffusa.
Non esisteranno mai progetti di successo se non c’è consapevolezza nelle persone. Nessuna vertical farm, orto urbano o serra tecnologica garantirà il cibo per tutti gli individui del mondo se non verranno scardinate prima le disuguaglianze sociali.

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