La fame nel mondo si combatte con l’agricoltura urbana

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Agricoltura

Non c’è giorno in cui non si parli di agricoltura urbana, di orti sul balcone, di tetti verdi e campagna che torna in città. In tutto il mondo, 800 milioni di persone praticano l’agricoltura urbana. Secondo la Fao, quasi un miliardo di individui coltivano piante e allevano animali all’interno e intorno alle città. Anche per questi dati, sarebbe impensabile per un cittadino europeo credere che in alcuni paesi del mondo queste pratiche sono illegali.

L’organizzazione delle Nazioni Unite riconosce l’agricoltura urbana come un’attività economica che crea occupazione per le donne e i gruppi svantaggiati e che contribuisce alla diffusione dell’educazione alimentare e alla lotta contro la fame. In fondo come dare torto alla Fao: le specie vegetali possono essere seminate e raccolte nell’arco di pochi mesi e soprattutto gli orti urbani possono arrivare a produrre fino a 15 volte di più di un’area rurale, arrivando a fornire fino a 20 chilogrammi di cibo l’anno. E ancora, gli orti urbani producono lavoro e cibi sani e più nutrienti che non devono essere trasportati e confezionati, quindi meno costosi.

I problemi arrivano quando è la fame a spingere persone povere e non istruite a ricorrere all’agricoltura urbana. Le donne e gli uomini arrivano a lavorare senza conoscenze né mezzi adeguati terreni inquinati o peggio contribuire con l’uso di pesticidi e pratiche sbagliate alla contaminazione delle falde acquifere.

In paesi, come la Bolivia, il Burundi, la Colombia e la Repubblica democratica del Congo, dove incombe la mancanza di cibo e l’agricoltura urbana non viene riconosciuta o considerata illegale, il progetto Growing greener cities della Fao sostiene i governi locali nella stesura di una programmazione strategica che consenta lo sviluppo delle politiche agricole e sociali. La fame nel mondo può essere sconfitta non con gli aiuti internazionali, costosissimi per l’entità dei trasporti del cibo, ma educando i ricchi a sprecare meno e fornendo ai poveri i mezzi con cui lavorare la terra e l’istruzione necessaria per gestire le proprie risorse.

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