Auto idrogeno, l’anteprima europea al salone di Ginevra

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Energia e mobilità

In anteprima europea, il salone di Ginevra ha ospitato una gamma di automobili a idrogeno dalle prestazioni senza precedenti nel mondo della mobilità sostenibile. Il miglioramento della qualità dell’aria, il contenimento dei cambiamenti climatici e la riduzione del consumo di energia sono il cuore di un nuovo concetto di spostamento che non tutti i paesi sono ancora pronti ad accogliere. Italia compresa.

 

Sul palcoscenico svizzero la vettura Fuel cell vehicle (Fcv, veicoli a celle combustibili) della casa giapponese Toyota, la Mirai, è stata presentata prima del suo debutto, a settembre 2015, negli autosaloni della California, Germania, Danimarca e Regno Unito.
La Toyota Mirai si presenta come l’automobile del futuro, di nome e di fatto (Mirai in giapponese significa futuro), ritenuta un’alternativa sempre più convincente per il mercato delle auto a zero emissioni.
Questo perché le vetture a idrogeno, combinate alla tecnologia ibrida, garantiscono in fase di utilizzo la massima compatibilità ambientale, emettendo allo scarico solo vapore acqueo. Zero emissioni di CO2 e sostanze inquinanti fanno dei veicoli a idrogeno la forma più ecologica e innovativa di spostamento. Con prestazioni simili a quelle di un’auto con motore a combustione interna, le automobili a idrogeno superano i limiti di autonomia delle ibride percorrendo 500 chilometri con un pieno di gas alla velocità massima di 178 chilometri orari.

La mancanza di strutture di rifornimento e il costo delle vetture, dovuto alla presenza di componenti in platino, essenziali per la produzione di energia dall’idrogeno, hanno limitato finora la produzione di queste automobili, nonostante le numerose prenotazioni.
La scarsità dei distributori di idrogeno è il problema fondamentale per la diffusione di questa tecnologia, tuttavia le amministrazioni locali e le stesse case produttrici hanno stipulato delle convenzioni per la costruzioni di questi impianti entro i prossimi cinque anni. Ben presto, lungo le strade europee, circoleranno veicoli silenziosi e non inquinanti. La speranza è che le multinazionali e le lobby del petrolio non ci mettano il loro zampino.

 

©mmqmmq/Flickr
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