Buona domenica, Crespi d’Adda

Lascia un commento
Urbanistica

È una domenica pomeriggio, neanche troppo soleggiata, quando arrivo in macchina a Capriate San Gervasio. Assonnata da un viaggio in cui ho dormito tutto il tempo, ho bisogno di caffè d’orzo per fare il punto della situazione. Non ci vuole molto per capire che mi trovo in un luogo fuori dal tempo: è sufficiente entrare dentro a un bar ancora vestito degli anni Cinquanta.

Sono a Crespi D’Adda

La provincia di Bergamo non mi è mai sembrata così ricca, brulicante di storia e di sensazioni. Il villaggio Crespi d’Adda nasce nel 1878 per dare una casa agli operai della fabbrica tessile di proprietà di Cristoforo Benigno Crespi che proprio qui, dove il Brembo confluisce nell’Adda, ha i suoi stabilimenti per la lavorazione del cotone.
Crespi D’Adda muove il suo fascino nella storia della famiglia Crespi e in quella dello sviluppo industriale della Lombardia. Oggi è un luogo silenzioso, emozionante e vibrante da ogni punto di vista, quello architettonico per primo.

L’ambizioso progetto di Crespi era quello di ricalcare i villaggi operai inglesi, una micro società immersa nel verde e autosufficiente che aveva come fulcro la fabbrica. Oggi tutto è rimasto intatto, nonostante i successivi interventi degli anni Trenta. Per questo camminare lungo le strade di Crespi d’Adda fa un certo effetto. Le casette poste a scacchiera in cui vivevano gli operai con le proprie famiglie conservano ancora il loro aspetto e i loro colori, le spettacolari ville dei dirigenti, il cimitero, la chiesa (una copia del santuario di Busto Arsizio, città natale di Crespi), l’ospedale, l’edificio del dopolavoro, lo spaccio alimentare, la residenza padronale e la fabbrica sono ferme nel tempo, in attesa di chissà quale avvenimento. 

La lentezza con cui il tempo accarezza villaggio operaio mi ricorda il valore civile dell’architettura, ecco perché tra il neogoticismo lombardo delle ville può dialogare con il neomedievalismo del castello padronale, con l’eclettismo del mausoleo e con il gusto rinascimentale della chiesa.

Sfingi egizie, merlature medievali, costruzioni mesopotamiche e decorazioni esoteriche trionfano ed esaltano gli elementi tipicamente industriali come le coperture dei capannoni e le alte ciminiere. Quelle ciminiere che mi guardano, poderose e fragili, dallo specchietto retrovisore mentre i lampioni si accendono nella sera di Crespi D’Adda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...