La notte di Padova

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LaCastagna

Padova,
cara culla dei miei lontani amori,
serra tra le strade la tua nebbiosa bellezza,
la notte gode della nostra giovinezza
e le luci del Santo sovrastano verdi e lente i miei remoti sogni.

Padova,
lascia che i miei sospiri crescano nel tuo ventre e
maturati sotto l’ombra dei portici
scivolino lungo gli archi di Palazzo della Ragione,
lasciali ballare con le voci del mercato:
il giorno dell’addio è vicino e tu
non potrai più stringermi tra i canali di Piazza “grande”:
il tuo ricordo si spegnerà con me, tra i muschi dei Colli Euganei.

 

©Pensieri erranti, I.D'A.
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