Viva la pappa con i pesticidi

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Scienza in Tasca

L’italia detiene il primato europeo per consumo di pesticidi in agricoltura. Più di quanto se ne consumi in tutta la Germania, la nostra penisola irrora ogni giorno i campi agricoli che ci nutrono con 5,6 chilogrammi di sostanze tossiche per ettaro. L’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nell’ultima edizione del Rapporto pesticidi nelle acque 2011-2012, rilascia dati agghiaccianti sull’aumento del numero delle varietà di agrofarmaci usati in agricoltura, passati da 118 a 175, dal 2007 al 2012.

I prodotti chimici più diffusi sono gli erbicidi, i fungicidi e gli insetticidi. Gli effetti sulla biodiversità agricola e naturale sono disastrosi e altrettanto pericolosi sono quelli sulla salute dell’uomo.

L’International society of doctors for environment (Isde) ribadisce che l’esposizione ai pesticidi può comportare gravi conseguenze sulla salute umana, soprattutto in fase fetale e nella prima infanzia, aumentando il rischio anche in età più tarda di riscontrare danni celebrali e malattie respiratorie e neurodegenerative. Ormai sono assodate le correlazioni tra l’esposizione da pesticidi e malattie come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), autismo, diabete, Parkinson e Alzheimer. Queste sostanze modificano alcune funzioni fondamentali delle cellule degli organismi.

Il nostro governo, come afferma il Tavolo della associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, ha assorbito la direttiva del 2009 dell’Unione europea solo nel 2014, con un decreto ministeriale che non vieta l’uso di sostanze tossiche, si limita a invitate gli agricoltori a leggere e rispettare le istruzioni di somministrazione riportate sulle etichette. “Il rischio” prosegue il Tavolo “è che le multinazionali della chimica continuino a condizionare l’applicazione delle politiche europee nel nostro Paese e la destinazione di miliardi di euro di soldi pubblici che verranno spesi da qui al 2020 con l’applicazione della PAC, la politica agricola comunitaria.”

Ancora una volta l’agricoltura biologica, che non ammette l’uso dei pesticidi nelle loro pratiche, può aumentare la qualità della vita dell’uomo e tutelare l’ambiente in cui viviamo.

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