L’Italia più bella nella classifica 2015 dei luoghi del cuore del Fai

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Architettura

Il Fondo ambiente italiano (Fai) ha reso nota la classifica dei siti più votati per la settima edizione del censimento dei luoghi del cuore. Il primo posto per il Convento dei frati cappuccini di Monterosso al mare, in provincia di La Spezia, è accolto dalle parole “Laudato sii o mi Signore” pronunciate Padre Renato, l’unico abitante del convento. Il secondo è stato assegnato alla Certosa di Calci (Pisa), mentre il Castello di Calatubo ad Alcamo (Trapani) arriva al terzo posto. Per questa edizione, in vista di Expo 2015, è stata aperta una sezione speciale dedicata ai siti di produzione e trasformazione del cibo, la Salina e Laguna Lo Stagnone di Marsala, in Sicilia, è stato quello più votato. Dalle zone industriali dismesse ai palazzi storici, ai mulini, dai parchi alle scuole, nella lista dei siti più votati compare tutto ciò che caratterizza l’Italia.

Il successo senza precedenti di questa edizione rappresenta il desiderio degli italiani di voler tutelare il patrimonio culturale e ambientale del paese. Per questo, un milione e 600mila persone si sono appellate al Fai e a Intesa Sanpaolo per salvaguardare i luoghi del cuore, i siti più cari ma anche quelli più degradati, aggregandosi per condividere idee e progetti.

L’attenzione dei votanti si è rivolta al recupero dei beni artistici e ambientali, infatti, i tre luoghi vincitori sono anche quelli che versano in gravi condizioni di degrado.

Il convento seicentesco dei cappuccini di Monterosso, il primo classificato, da sempre uno dei siti liguri più suggestivi, è stato parzialmente distrutto dall’alluvione del 2013. La mancanza di fondi per i restauri ha portato al crollo della copertura del monastero certosino di Calci, e per lo stesso motivo il Castello di Calatubo ad Alcamo è ancora in attesa di un consolidamento dopo il terremoto del 1968 e l’incendio del 2013. Persino la capolista della sezione Expo 2015, la Salina e la Laguna Lo Stagnone di Marsala è a rischio a causa dell’eutrofizzazione delle acque.

La consapevolezza che i beni più significativi della storia del Belpaese possano andare perduti spingerà entro pochi mesi il Fai e Intesa Sanpaolo a fa partire i lavori di recupero, contribuendo alle spese a fronte della consegna di un progetto di riqualificazione.

I voti degli italiani hanno parlato chiaro: è necessario bloccare la perdita progressiva del nostro patrimonio, iniziare dai luoghi del cuore è solo la punta di un iceberg.

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