La doppia faccia della Lombardia

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Urbanistica

L’espansione urbana degli ultimi cinquanta anni ha colpito il suolo italiano consumando 90 ettari al giorno di territorio naturale. Dal dopoguerra a oggi il suolo cementificato è quadruplicato raggiungendo il 7,5 per cento di tutta la superficie nazionale.
Nel 2035, 600mila ettari di suolo naturale verrà privato della sua biodiversità, reso instabile dal punto di vista idrogeologico e quel che è peggio cementificato dissipando risorse e contribuendo al cambiamento climatico.

In concomitanza dell’Anno internazionale del suolo, indetto dall’Onu per il 2015, il Wwf ha affrontato il tema “Land trasformation in Italia e nel mondo: fermare il consumo di suolo, salvare la natura, riqualificare la città” per aprire un confronto e velocizzare l’approvazione di una proposta di legge che definisce il suolo “bene comune e risorsa non rinnovabile”.
La mancanza di una legislazione nazionale contro il consumo di suolo ha permesso che l’indice di urbanizzazione procapite della Lombardia raggiungesse i 719 metri quadrati di suolo cementificato per abitante, 3,5 volte l’indice registrato negli anni Cinquanta. E pensare che proprio la Lombardia è stata la prima regione italiana ad approvare una legge regionale sulla tutela del territorio. La stessa regione che conserva uno dei parchi nazionale più estesi d’Italia, 24 parchi regionali, più di 80 parchi locali di interesse sovracomunale e oltre 60 riserve nazionali e regionali, questa regione è quella che soffre di più il consumo di suolo.

Per frenare il continuo assorbimento di suolo naturale all’interno del nucleo urbano è necessario un intervento forte e immediato che contrasti la perdita di biodiversità e di risorse.
Non è sufficiente la sensibilizzazione e le iniziative a tutela del territorio, l’esempio pratico è proprio quello della Lombardia, in cui non mancano eventi (anche gratuiti) e azioni concrete di cura del paesaggio. In Italia, serve una legge che assorba i dibattiti internazionali sulla salvaguardia della biodiversità e che sia efficace per salvare la nostra terra.

 

© www.michelenespoli.it/Flickr
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One thought on “La doppia faccia della Lombardia”

  1. Riccardo Pascucci ha detto:

    Come sempre su questo blog vengono discussi argomenti importantissimi e ricchi di interesse. Lo seguo con molto piacere 🙂

    Mi piace

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