Una giornata per dire “no” allo spreco alimentare

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Cibo e Alimentazione

Oggi, 5 febbraio, si celebra in Italia la Giornata di prevenzione dello spreco alimentare. Con il decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, il Ministero dell’Ambiente ha adottato un Piano nazionale di prevenzione dei rifiuti, con il quale affrontare, in sintonia con le direttive della Commissione europea, il problema dello spreco alimentare. La giornata di prevenzione degli sprechi serve proprio a sensibilizzare all’uso sostenibile delle risorse.

Il 50 per cento del cibo prodotto non arriva neanche dentro ai nostri frigoriferi perché si perde nella lunghissima filiera alimentare.
Questi cibi-rifiuto occupano il 30 per cento delle terre agricole di tutto il mondo. 1,4 miliardi di ettari coltivati dal lavoro di uomini e donne per produrre cibo che viene buttato.
Paragonati a questi dati, sono una barzelletta i 316 euro spesi ogni anno per acquistare cibo che non viene mangiato. Eppure nel complesso anche la spesa dei consumatori delinea una situazione grave. Soprattutto se a tutto questo si aggiunge lo spreco d’acqua. L’oro blu, l’acqua dolce, è una risorsa finita che può esaurirsi. Per irrigare quei 1,4 miliardi di ettari occorre svuotare tre volte il Lago di Ginevra, 250 chilometri cubi d’acqua persi per coltivare cibi-rifiuto

Un allarme, quello dello spreco alimentare, che il Wwf lancia durante l’anno della Conferenza sul clima di Parigi, con lo scopo di chiamare i vertici mondiali a impegnarsi a ridurre le emissioni di CO2 causate dalla produzione di cibo non mangiato. Il rapporto della Fao, Food wastage foot print. Impacts on natural resources, stima l’impronta di carbonio del cibo non consumato a 3,3 miliardi di tonnellate di CO2.

In un mondo sovrappopolato e affamato non è sostenibile produrre sprechi. La disponibilità di risorse alimentari, già ridotte dalle conseguenze del cambiamento climatico, è limitata dalla mancanza di suolo fertile e di acqua dolce con cui irrigare, dovute a pratiche agricole violente e irresponsabili. A fronte di un aumento dell’inquinamento, la perdita di terra, acqua e biodiversità ha costi altissimi stimabili a 750 miliardi di dollari, pari al Pil della Svizzera.

Le iniziative delle associazioni e delle aziende sono davvero numerose. Primo fra tutti è il programma One Planet Food del Wwf per diffondere consapevolezza sulle pratiche alimentari sostenibili per il pianeta.
Insieme al Wwf, Auchan ha realizzato un libro di ricette, Buttali in pentola, con dare una nuova vita agli avanzi del giorno prima, mentre Simply insegna ai clienti a non sprecare con 10 simpatiche.
Ma non finisce qui Auchan e Simply sono impegnate nella commercializzazione di prodotti sfusi e in attività di recupero dei prodotti prossimi alla scadenza, Ikea distribuisce le vaschette ecologiche anti-spreco e gli autogrill Villoresi Est, Brianza Nord e Brianza Sud l’attività di compostaggio dei rifiuti organici.

Gli strumenti per imparare a beneficiare delle risorse sono tutti a disposizione, a noi la scelta di continuare a consumare irresponsabilmente o vivere rispettando ciò che ci offre il pianeta.

 

©Dorli Photography/Flickr
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