La terra delle donne, la terra di nessuno

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Società e Territorio

Per più di 5000 gruppi etnici la terra è un’identità sociale, culturale e un mezzo di sostentamento. Un patrimonio ereditato di padre in figlio secondo diritti consuetudinari che però escludono le donne dall’accesso alla terra. Non costituendo un titolo formale di proprietà, questa pratica permette ai governi di espropriare i territori con il duplice effetto di incrementare il land grabbing e agire in violazione dei diritti umani.

Allo stato attuale la FAO stima che 852 milioni di persone soffrono la fame, 3/4 dei quali vivono in aree rurali. In un pianeta in cui il numero di abitanti è in aumento, è evidente l’urgenza di attuare riforme che limitino la perdita della terra da parte dei contadini, senza discriminazione di genere.

In Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici come il Pakistan e l’Indonesia le donne vedove sono le prime a rischio di povertà, questo perché alla morte del marito (loro tutore) le terre tornano alla famiglia del coniuge o vengono assorbite dallo Stato per essere urbanizzate.

Stando ai dati di Secure Land Rights for all (UN-HABITAT) sono 5 milioni le persone che perdono ogni anno la propria terra. In paesi come il Camerun, la Nigeria, lo Zimbabwe e il Ghana l’evizione forzata (l’allontanamento di soggetti contro il loro volere e senza protezioni legali) è una pratica diffusissima che colpisce soprattutto la popolazione delle aree rurali, circa il 76% della popolazione secondo l’ IFAD, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo dell’ONU.

Le popolazioni rurali del mondo vivono principalmente dei prodotti della terra avvalendosi di una manodopera tra il 60 e l’80 % femminile. Manodopera di donne alle quali viene negato il diritto di gestione e di proprietà della terra in mancanza di un tutore legale. Nella maggior parte dei casi, queste terre sono le prime a essere cedute a investitori stranieri o lasciate a inaridire perché non possono essere ereditate da donne. Class action come ActionAid International (http://www.actionaid.org/land-for) e Rural Women Assembly sostengono le Organizzazioni Non Governative (ONG) per dare voce ai diritti delle donne contro l’autorità patriarcale tradizionale e per limitare l’espropriazione dei territori agricoli.

La distribuzione della terra è alla base dell’insicurezza alimentare. Dei 1,5 miliardi di individui che vivono in condizioni di povertà 200 milioni risiedono nelle campagne e nelle fasce agricole limitrofe alle città con la possibilità di perdere le loro terre. Soprattutto se sono di sesso femminile. Il diritto alla proprietà agricola è fondamentale per la lotta contro la discriminazione di genere e per ridurre la povertà e la fame nel mondo. Restituire la terra alle donne garantirebbe cibo per 100 – 150 milioni di persone (FAO). Agire in questo senso significa attivare un meccanismo di sviluppo economico e sociale uguale in tutto il mondo.

© cefaonlus/Flickr
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